La Sega dopo il 2001: una realtà parallela

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Sega, ex colosso del gaming
Sega, colosso del gaming fino al 2000

I colossi del gaming oggi

Al giorno d’oggi, abbiamo tre grossi marchi a far testa al mercato dei videogiochi su Console. Nintendo, con il suo Switch, Sony con la sua PS4 e Microsoft con la Xbox One. La loro competizione è quasi una storia antica, la prima casa ha iniziato ad introdursi nel mercato dei videogames negli anni 70! Ma prima di questo trio, c’era attualmente una battaglia più chiusa e particolare. Negli ultimi round, questa battaglia si è tradotta con sempre e solo tre marchi: Nintendo, Sega e Sony.

La Sega nel mercato italiano

La Sega un tempo era un marchio molto potente. Noi Italiani lo sappiamo bene: anche durante i tempi nel quale Mario veniva delegato come “l’idraulico italiano dei videogames” pochi scampavano al fascino molto anni 90 di Sonic. Il Megadrive era molto popolare al livello europeo, arrivando a creare un giro di Marketing maggiormente dedicato a noi (e chi si può dimenticare la vecchia pubblicità con Jerry Calà e il sonic badge?).

Eppure…qualcosa è successo. La Sega ha commesso uno sbaglio dietro l’altro ed è alla fine, uscita fuori dal mercato delle console. La sua ultima uscita è il Dreamcast, una console che seppure aveva dato filo da torcere alla prima PS1, s’è poi vista schiacciata dalla presenza della Playstation 2. Le sue funzioni erano troppo avanzate per essere combattute a dovere: lettore DVD, pirateria (almeno nei primi tempi) difficile, e naturalmente una qualità generale di grafica e sonoro d’ultima generazione.

E se la Sega non si fosse arresa?

E se le cose al giorno d’oggi fossero diverse? No, sul serio: cosa ne sarebbe del mercato di oggi se la Sega  non avesse staccato la spina al Dreamcast, riuscendo magari ad evitare qualche brutto affare?

Dunque, mettiamola così: è il 2000. La Sega ha deciso di non rilasciare il 32x o il Sega CD, risparmiandosi così due perdite. Il Sega Saturn non ha prodotto i risultati sperati, ma la decisione di saltare il burrone per provare ad arrivare dall’altra parte viene fatta lo stesso: il Dreamcast è nato da qualche tempo.

I primi tempi non son facili, ma i giochi sono affascinanti. Shenmue, Seaman, Skies of Arcadia, Crazy Taxi… non c’è fine al divertimento arcade o di profondità di questa console. Alla fine, rimane sul mercato nonostante non sia capace di riprodurre DVD. Eventualmente viene prodotta una versione o un aggiornamento per aggirare la pirateria e contenere perciò le perdite. Ecco cosa è (probabilmente) successo in quest’universo alternativo:

La Microsoft non ha mai introdotto l’Xbox

Troppi avversari! Anche se la Sega poteva essere indebolita, è comunque rimasta sul mercato, e la Microsoft ha così intensificato le attenzioni sul territorio dei PC. Il Windows Store nasce prima, sulla piana di Steam, e il mercato si divide perciò in quel settore.

L’introduzione della console multifunzione? L’ha fatto la Sega

Il Dreamcast aveva la possibilità di usare Windows CE, il quale originariamente doveva essere un sistema operativo stabile nella console. E’ stato poi scelta come una sorta di piattaforma su disco per avviare giochi altrimenti compatibili solo con quel sistema operativo. In quest’occasione, Windows CE è montato nella console in maniera principale, e può essere usato per navigare, organizzare ed installare “Apps” (al tempo ancora chiamate Applicazioni!) all’interno della console.  Forse il punto primario con il quale Sega ha combattuto Nintendo e Sony “al tempo”.

Conclusione e ritorno alla realtà

Questo è solo un mondo alternativo. la realtà, come sappiamo, è molto diversa. L’unico sussulto di Sega è stato quello di riproporre i vecchi giochi con le mini console retro gaming. Il Sega mega drive mini ha avuto un discreto successo che però non le ha permesso di tornare ai fasti precedenti al nuovo millennio.

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