Matteo Salvini: “Anche loro devono poter lavorare”

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Matteo Salvini tifoso del Milan
Matteo Salvini allo stadio

Matteo Salvini ha le idee chiare: il sistema calcistico italiano deve poter ricominciare

Il leader della Lega Matteo Salvini non ha mai smesso di fare presente le imperfezioni delle decisioni del governo sulla gestione dell’emergenza coronavirus. Dopo aver messo in chiaro il suo punto di vista su Mes, Fase 2 e bonus, adesso è il momento buono per dare voce ai suoi pensieri sul settore sportivo. Approfittando di un intervento radiofonico, Salvini ha spiegato il suo punto di vista.

L’intervento ai microfoni di Telelombardia

Durante un suo intervento alla stazione locale radiofonica Telelombardia, il leader della Lega ha sottolineato l’importanza di far ripartire il sistema calcistico italiano. Giustamente, Salvini ironizza che il danno economico può non esserci per i calciatori, soprattutto quelli del calibro di Ronaldo o Ibrahimovic, ma sicuramente in linea generale sono molte le persone coinvolte nel settore, che “campano” di quello.

È sbagliato pensare al calcio e alla Serie A solo come ai calciatori, perché ad avere la peggio sono tante altre categorie. Tenere fermo il settore vuol dire mettere KO le società professionistiche nonché quelle dilettantistiche. Senza contare il personale di contorno.

Se l’Europa ha la soluzione, deve trovarla anche l’Italia

Matteo Salvini dichiara ai microfoni radiofonici: “Come mai all’estero hanno già trovato il modo per ripartire e in Italia no? Il calcio non è solo dei cosiddetti viziati, ma ci sono tanti che vivono con 800 euro al mese e che rischiano il posto di lavoro”. Si potrebbe prendere spunto dalle numerose iniziative degli altri stati, per adattare quella più confacente alle nostre esigenze.

Dopodiché, da fervido tifoso milanista, Salvini si esprime anche sulla situazione della sua squadra del cuore. Spiega che a suo avviso, i problemi della squadra stanno a monte, non vanno riallacciati solo ad allenatori e giocatori.

Dove manca la passione il Milan non esiste, e dunque non può vincere. E infatti sostiene ” Che senso ha far arrivare Maldini e Boban se poi vanno subito via. Gazidis? Non so chi sia, ditemelo voi. Ibra? E’ una delle pochissime note positive, ma aggrapparsi ad un ragazzo di 39 anni ti fa capire che qualcosa è andato storto…”.

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