Matteo Salvini asfalta Conte: “Le chiacchiere stanno a zero”

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il Senatore Matteo Salvini
Matteo Salvini

Conte criticato da  Matteo Salvini: “5 decreti e mancano ancora soldi e mascherine”

In conferenza stampa nella serata di sabato 16 Maggio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato gli aggiornamenti inerenti i prossimi passi da seguire per la ripresa economica. Stante a quanto dichiarato dal premier in coerenza stampa, è prevista la complessiva riapertura delle varie attività, fino ad ora in balia di regole rigide a causa del coronavirus.

Sebbene apparentemente le notizie rivelate dal presidente del Consiglio abbiano fatto tirare un sospiro di sollievo a molti commercianti, che hanno avuto il via alla riapertura, qualcuno non è contenuto. E quel qualcuno è Matteo Salvini. Il leader della Lega, in costante aggiornamento, pur sedendo all’opposizione, ha seguito il discorso di Conte e ha espresso il suo (negativo) parere su quanto asserito dal premier.

Lo sfogo su Facebook

Lo sfogo di Salvini arriva ovviamente sul suo profilo Facebook dove si è lasciato andare ad una lunga e palesemente veritiera osservazione. Come si può dopo tutti questi decreti stare ancora in balia degli eventi, si domanda Salvini?

Ad oggi siamo a quota cinque decreti. Senza contare che abbiamo visto da italiani oltre venti conferenze stampa e siamo stati “vittime” delle decisioni di 15 task force e 450 consulenti. Intanto però, nota Matteo Salvini, ci sono ancora tante cose da tenere d’occhio, sfuggite alla solo apparente lungimiranza di Conte.

La rabbia di Matteo Salvini: “Siamo senza soldi e senza mascherine”

Matteo Salvini nota che ad oggi ci sono “milioni di italiani, famiglie, lavoratori e imprese, ancora senza tutele, senza cassa integrazione, senza mascherine, senza protezione“. Il compito del Governo, sia dentro che fuori il parlamento dovrebbe essere tutelare tutti senza esclusioni di colpa, non dimenticando nessuno. Eppure oggi abbiamo ancora troppe falle. Per il leader della lega ci vorrebbero meno chiacchiere, meno decreti e meno persone a dire la loro. Servono i soldi, serve l’impegno, serve la libertà di scegliere.

Di questa burocrazia non ce ne facciamo nulla secondo Salvini. Dovrebbero essere tagliate le tasse, e dare una maggiore libertà alle imprese. Non sarebbe poi un male, nota il leghista “un anno di pace fiscale e zero cartelle esattoriali. Gli Italiani meritano fiducia”.