Matteo Salvini attacca il Governo: “Unico a dare voce agli esclusi del decreto”

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il Senatore Matteo Salvini
Matteo Salvini

Matteo Salvini in aiuto degli esclusi: concessionari lasciati soli

In un clima di forti tensioni e di estrema delicatezza come quello che sta vivendo l’Italia, Matteo Salvini spiega che ci sono molte cose a cui bisognerebbe prestare attenzione. Nonostante il Governo, capeggiato dal premier Giuseppe Conte, abbia cercato di fare quello che era in suo potere per considerare ogni categoria gli sono sfuggite delle cose. Sono infatti molti settori rimasti al palo e non contemplati dal decreto Rilancio. Nonostante il momento molto critico a livello economico, intere filiere si stanno ritrovando nell’incertezza di decidere se riaprire e rischiare o se gettare la spugna.

A far notare la mancanza è proprio il leader della Lega Matteo Salvini, che ha occhio e fiuto quando si tratta di notare ciò che invece gli altri non vedono. E così ha colto l’occasione per mettere in evidenza come il settore automotive, i concessionari italiani, non siano stati interessati dalle nuove misure contenute nel Decreto di Maggio.

Le parole di Salvini

Secondo quanto dichiarato dal leader della Lega Matteo Salvini, nessuno ha realmente pensato alla situazione dei concessionari italiani. Nel nostro paese se ne contano circa 1500 con una “manodopera” di oltre 120 mila collaboratori. Ogni anno è questo il settore a versare nelle casse dello stato il 18% delle tasse, fa notare Salvini “eppure Conte, Pd, Renzi e 5 Stelle non hanno previsto alcun investimento serio per aiutare il comparto“. È così che il leader della Lega ha ammonito le decisioni dello Stato, incurante di alcuni comparti lavorativi.

Ignorate le richieste di aiuto nonostante fossero accettabili

Sebbene le richieste di aiuto esplicate dal settore fossero più che accettabili, il Governo ha fatto orecchie da mercante, e Salvini non ci sta. “Che male c’era a concedere la detraibilità dell’Iva delle spese per le autovetture per imprenditori e professionisti?” si domanda il leader della Lega.

Anche l’Italia avrebbe potuto andare incontro alle loro esigenze come peraltro stanno facendo all’estero. Questo allentamento del cappio alla gola subito dai concessionari, potrebbe consentire di cambiare parco auto con mezzi più efficienti e meno inquinanti. Quello che dunque Matteo Salvini vorrebbe è che il Governo “si svegliasse“. Per usare le sue parole, affinché anche il nostro paese possa interfacciarsi ad una realtà sociale moderna ed economicamente più vantaggiosa.