Matteo Salvini furia cieca in parlamento: magistrati in chat e sinistra avvisati

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Magistrati intercettati contro Matteo Salvini
Magistrati contro Matteo Salvini

Matteo Salvini commenta in Parlamento le chat dei magistrati contro di lui: “È una vergogna”

Poco fa nell’Aula del Senato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini ha dato sfogo a ciò che pensa circa le chat pubblicate tra due magistrati contro di lui. Le conversazioni, mostrate su “La verità” fanno riferimento al Decreto Sicurezza che Salvini volle a suo tempo, in veste di Ministro dell’interno. L’attacco del leader del Carroccio è stato a dir poco duro, e contrariamente a quanto ci si aspettasse, ha avuto il beneplacito di alcuni presenti.

Matteo Salvini esordisce domandandosi se sia normale in un paese come il nostro, emblema di democrazia, che due rappresentanti della giustizia possano usare offese e minacce contro un ministro della Repubblica. Non solo la riflessione di Salvini è stata più che dovuta, ma a lasciare ancora di più senza parole, l’accusa che ha mosso lui stesso contro la sinistra, affermando che “è una vergogna che voi sappiate, ma tacciate”.

Nicola Morra difende Salvini

In vista delle parole di Salvini, non ci poteva essere scusa o giustificazione che reggesse da parte di altri esponenti politici. È dunque intervenuto in sua difesa Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia ed esponente M5S.

Circa la giustizia, per Morra il discorso di Salvino non fa una grinza. Non si può accettare, che dei magistrati si esprimano con certe parole contro un ministro. E sicuramente non si giustifica la cosa parlando di ” chat private” perché non è neinloro diritti, usare certi appellativi. Morra spiega, che sebbene con il leader della Lega non scorra buon sangue, in questa circostanza si sente di dargli piena ragione, “perché un magistrato è pur sempre parte di un corpo terzo”.

Cosa dicono le Chat

Il quotidiano, sotto la direzione di Maurizio Belpietro, ha deciso di render pubbliche le chat private tra il capo della Procura di Viterno, Paolo Auriemma e Luca Palamara (oggi coinvolto in un caso di corruzione e sospeso dal suo incarico a Perugia).

Il primo scrive “Mi dispiace dover dire che non vedo veramente dove Salvini stia sbagliando. Illegittimamente si cerca di entrare in Italia e il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga. E non capisco cosa c’entri la Procura di Agrigento. Questo dal punto di vista tecnico, al di là del lato politico. Tienitelo per te, ma sbaglio?”. Il secondo risponde: “No, hai ragione… ma ora bisogna attaccarlo”.

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