Root Android: le 4 operazioni che non lo richiedono più

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Root Android, quando farne a meno
Root Android

Root di Android, davvero necessario?

“Vuoi fare questa cosa con il tuo cellulare? Hai bisogno di rootare il tuo Android”. Tante di quelle volte è stato detto, ma a tutti gli effetti c’è chi è rimasto un po’ indietro con la tecnologia. Infatti, Android è più ricco di funzioni che mai, e non serve quasi più usare la pratica del Root per accedere ad alcune precise funzioni. Elenchiamo quelle più antiche, che sono ancora viste come una “necessità per il root”.

Le 4 operazioni che non richiedono il Root in Android

Disabilitate le Apps che vi danno più fastidio

Sembra strano, ma disabilitare le Apps una volta era qualcosa che era possibile fare solo attraverso il Root. Questo era necessario per i programmi inutili, ma resi “essenziali” dal marchio durante l’installazione di Android. In poche parole, ci ritroviamo con un sacco di programmini indesiderati che non vogliamo e che non possono essere rimossi…e direttamente dal primo avvio di Android! Adesso è possibile disabilitarli senza bisogno di modifiche, alcuni possono anche essere disinstallati. Non tutti però possono essere completamente rimossi: quello è sempre, proprio così, qualcosa che è rimasto in mano al potere del Root.

Salvate uno screenshot del vostro schermo

Colpite un paio di volte il vostro Smartphone con la nocca della mano. Passate il palmo da un lato all’altro. Fate un piccolo gesto rapido sul Display. Oh, le possibilità sono infinite. Ma prima, per effettuare uno screenshot (anche definito Snapshot) era praticamente impossibile senza Root. Al limite se desiderate basta anche usare un programma abbinato che può effettuare anche più operazioni, come i famigerati Scrollshot.

Crittografia (criptazione) dei dati del nostro Smartphone

Un operazione a dir poco necessaria per poter proteggere i nostri dati, la criptazione dei dati serve esclusivamente per fare in modo che chi ruba il nostro cellulare non può accedervi a meno che non resetti completamente lo Smartphone. Non si può decriptare i dati senza la chiave d’accesso, che sia un PIN o le vostre impronte digitali. Molto sicuro, e prima di allora era possibile farlo solo attraverso Root.

Connettersi ad un VPN

Al giorno d’oggi è ancora un po’ difficile scegliere il DNS che vogliamo per la connessione, ma Android ha da un certo tempo (anni, in verità) la possibilità d’includere un VPN per le connessioni. Cloudflare ha in particolare sfruttato questa funzione per cambiare il DNS al volo, garantendo una connessione più privata e veloce per tutti gli utenti che fanno uso dell’App. E’ anche possibile trovare una sezione dedicata nelle impostazioni, se il vostro cellulare è sufficientemente aggiornato (altrimenti bisogna cercare un po’, ma non è poi così nascosto). Insomma, connessioni del genere una volta erano possibili solo tramite il Root.

Conclusioni sul Root sui dispositivi Android

E’ ancora un’operazione così necessaria, il root? In certi casi, dipende da voi. Con il Root potete ancora modificare i file Hosts di Android, ad esempio, o eliminare programmi inclusi nel vostro sistema che non hanno la disinstallazione abilitata. Vi sono ancora alcune utilità legate a quest’operazione.

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